Oltre al sonno e alla concentrazione ci sono anche altre cose che non sono state dette a nessuno.
Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.

(Peter Høeg)

giovedì 13 aprile 2023

 IL PRIMO PEZZO NON SI SCORDA MAI



Che Ippolita Luzzo senta il bisogno di trasferire su carta, già in due libri, quello che lei stessa scrive a proposito di letteratura (e non solo) nel suo blog "Il regno della Litweb", suscita alcune domande alle quali però non saprei dare risposta; ma essendo domande altamente "contemporanee" forse vale la pena porle lo stesso.

Che il futuro del libro cartaceo sia ormai segnato è una constatazione quasi banale. Se un tempo si misurava il livello culturale di una persona guardando quanti libri aveva in casa, oggi non è più così. Il libro non è più il principale veicolo attraverso cui veicolare contenuti culturali, ha perso la sua secolare sacralità.
Il libro è inoltre un giro di compasso, ha cioè una struttura circolare chiusa. Da quando esiste il web, la struttura dei testi tende a diventare liquida, aperta, un flusso senza precisi contorni. Di conseguenza, in parallelo (o in concorrenza) al libro tradizionale si va sviluppando una diversa modalità di fruizione dei contenuti.
Una domanda, collegata a quanto detto, potrebbe essere questa: è ancora valido ciò che affermava Umberto Eco, secondo cui il libro cartaceo, in quanto "oggetto tecnologico perfetto", sarebbe sopravvissuto alla crescente “smaterializzazione” del web? Quale diverso spazio si potrebbe immaginare per il libro e per la sua specificità?
Ippolita Luzzo con la sua intelligente operazione di trasferimento “in retromarcia" dal web alla carta, ci aiuta, se non altro, a focalizzare domande come queste. Ma suscita altre domande: il suo è un tentativo di porre argini al fiume, di imbrigliare in una struttura chiusa il flusso senza confini del web? oppure al contrario è un'operazione ironica? oppure ancora nostalgica?
Immagino che l'autrice nel dare alle stampe questo suo "Il primo pezzo non si scorda mai, 10 anni di regno della Litweb" (Città del Sole Edizioni 2022) non si sia neppure posta problemi del genere. Eppure, di questi tempi, consimili domande sono - come si dice - nell'aria.
Tanto più che in dieci anni tutto muta precipitevolissimevolmente e il Web non è più quello di una volta. Lo riconosce la stessa Luzzo in un'intervista uscita da poco su "Nazione indiana": "Lo spazio sembrava immenso, ma ogni fenomeno umano più si allarga più diventa asfittico. Dall’iniziale sensazione di libertà ora ci troviamo di nuovo in un non luogo abitatissimo da troppe proposte, troppe riviste, troppi blog, e di libri ormai ne parlano tutti con un chiacchiericcio incessante. Per non parlare dei video su tik tok che veicolano il libro come un semplice oggetto di bellezza."
Insomma: siamo in anni di grandi mutamenti post-gutemberghiani, guai a starne fuori. Ma nello stesso tempo, sembra volerci suggerire la nostra autrice, bisogna starci ad occhi aperti, senza mai lasciarsene fagocitare.

 Alfonso Lentini