Oltre al sonno e alla concentrazione ci sono anche altre cose che non sono state dette a nessuno.
Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.

(Peter Høeg)

mercoledì 19 novembre 2014

lunedì 17 novembre 2014

Apocalypsis con patate




Apocalypsis con patate

Una volta ho sognato Grotowski
Ultima scena del Don Giovanni
che però era lui Mangiava bruschette
Entra la Statua incazzatissima
Non mi ricordo se era Konstantin
o Eschilo o la Duse o chissàchi
Ma era incazzata nera
Gli prende la mano
A Grotowski
E gli canta fortissimo
Pentiti
Pentiti
Pentiti
Pentiti
Quello da copione
risponde cantando
No no no no

Si spalanca la terra
Esce un calamaro gigante
e diabolico
con gli occhi spiritati
alla carmelobene
lo abbranca
e se lo tira giù
giù giù giù
in un inferno che ribolliva
di piselli e patate

Centinaia e centinaia di Leporello
c'inzuppavano il pane


Mi sono svegliato cantando come Al Bano

Lo Xanax mi ha zittito




©francescorandazzo_2014




mercoledì 12 novembre 2014

Fulvio Pauselli



D.M.
Lodato Tu sia, mio Signore,
per quell’impareggiabile creatura
che mi fu madre e adesso, nel più alto
dei cieli, inesorabile, Ti canta
nei secoli dei secoli le lodi
dei suoi figli, ma Tu (che non per niente
sei l’Altissimo Onnipotente e Buon Signore)
con indulgenza nascondi un sorriso
sotto i peli bianchissimi della Tua
fittissima barba (molti
miliardi di volte più lunga della via
lattea) e la lasci fare, perché tale
decisamente esagerato amore
per alcuni dei meno interessanti
esemplari della Tua produzione
non può che farti piacere (e intanto osservi
divertito mio padre, sprizzante
beatitudine eterna da tutti
i pori della pelle della sua
anima immortale, il petto gonfio
d’orgoglio e di tenerezza mentre posa
con delicatezza la mano sulla spalla
del più tondo adorabile imperfetto
petulante dei Tuoi capolavori,
ben determinato a non mollare
la presa per omnia saecula
saeculorum amen)


DUE SONETTI

I
Bello il periodo che di verso in verso
Talvolta scorre piano come un grande
Fiume maestoso che a lungo attraversa
La pianura deserta della pagina
Bianca per annullarsi nel profondo
Oceano del silenzio ed accarezza
I concetti con soave lentezza,
Come la mano lieve d’un amante
Paziente esplora con delicatezza
Tutte le curve d’una donna amata,
Scivolando leggera, senza meta
E senza fretta lungo un’ondulante
Schiena, sopra le natiche, sul busto
E in ultimo s’arresta, al punto giusto.


II
Come un deserto è la pagina bianca.
L’attraversa una lunga carovana
Di parole. Dove c’è un punto, stanca,
Su riposa un momento. In fila indiana

Si rimette in cammino, percorrendo
La pista d’un periodo. Lentamente
Avanza ancora un poco. Dividendo
Verso da verso inverte bruscamente

La direzione e valica con passo
Rapido il ponte d’una congiunzione.
Qualche parola inciampa sopre il sasso
— A tratti — d’un segno d’interpunzione.

Come un deserto è la pagina bianca.
Passa una lunga carovana, stanca.


Messaggi da Elsinore

I
Sospendiamo
La discussione: non è tempo
Di chiacchere e d’indugi

E ipotonici umori: a un gravoso dovere richiama
La voce paterna in catalisi d’aspri rimorsi.

Ora non più s’infiammano le notti in lontananze di mattini a venire

(Galletto impettito beffardo solleva la cresta,
stagioni di gelida pioggia e di vasti cortili.
Giardini deserti, fanali
Protesi nel buio in parametri d’anse stellari).

E penetrando nella tana del serpente non intendo
Turbare la bestia sconfitta e la lascio morire


II
Amleto esibisce i suoi crucci: l’orecchio raccoglie
Il sottile veleno del rimorso.

La florida germoglia
Progenie vegetale
Della liquida tomba d’Ofelia.

Tu dalle mille morti, sorella d’ombra,
Che molte storie enumeri nel grembo,
d’Amleto l’anima insoddisfatta
Né assolvi né condanna se, al finale,
Rimane un padre morto da vendicare
E una madre che implora perdono,
Ma del tuo seme nutri, generosa.

La morte, malcelato consigliere, muta osserva.


III
Dei mali miei peggior cocente doglio.


IV
Se ben comprendo
La vostra vana verità, mie cupe
Cogitazioni, traggo
Le conclusioni estreme del pensiero inaspettato
Per me del vostro inconsistente esistere,
Sorelle d’ombra,
Se non quali visioni vegetali, foglie fiori
E feconde radici, o voi matrici
Dei miei fasti mentali,
Che d’arcani pianeti costellate
Lo spazio sacro dei sogni,
Che di gaia certezza celebrate
L’atteso tutto,
Che di scarsa chiarezza…

Che di me stesso testimonianza pura, al finale,
Dell’esatto esecrabile gesto
Compiuto.


Danza macabra

Morte, fra tutti il più banale dei
Misteri, non per questo meno sei
Terrificante, eppure non del tutto
Priva di stile quando, sopra il lutto,
Con tale garbo una rosa appassita
Esibisci all’occhiello che ogni vita
Parata in abito di gala aspetta
Con pazienza il suo turno e poi si getta
Fra le tue braccia per l’ultimo giro
Di valzer; infine, con un sospiro
Languido adagia con delicatezza
(quando l’orchestra tace, per l’ebbrezza)
Sulla tua spalla accogliente la testa
Stanca e stordita (e abbandona la festa).


La mia ragazza aveva gli occhi verdi

La mia ragazza aveva gli occhi verdi
Come l’amore, amari come il mare,
Il suo silenzio mi mordeva il cuore.

La sua pelle era candida e le sue
Rotondità flessuose come un’onda,
E aveva gli occhi verdi come il mare,
Insidiosi ed inquieti come il mare.

E il mio cuore che ancora sanguinava
Cantava forte come un ubriaco
Quando oscillava piano sui miei fianchi
Languida e levigata come un’onda.

Insidiosa e possente come un’onda
Mi cullava gentile nei suoi fianchi
E con un bacio mi mordeva il cuore.

martedì 11 novembre 2014

Piccola scuola di teatro



La Piccola Scuola di Teatro di Roma

Lo spazio:Nasce nei locali storici di piazzale degli eroi che ospitarono personaggi storici , furono rifugi aerei, e infine officine meccaniche. La scuola dispone di una zona di recepcion-segreteria con bar e servizi e le caratteristiche sale dal tetto a volta per la didattica, con la zona camerini / spogliatoi. I suoi spazi sono anche un luogo vivo teatralmente con compagnie che arrivano dal nord al sud d’Italia ed artisti che vengono dall’estero , dalla Spagna come dall’Inghilterra, un luogo che è già un punto di riferimento culturale del quartiere strutturato secondo norme funzionali dei centri culturali a livello europeo.
La Scuola :La Piccola Scuola non si differenzia solo per l’innesto in uno spazio che produce e immette arte teatrale ospitando e producendo spettacoli, ma , sopratutto, per l’offerta didattica che recupera e valorizza ciò che le altre (tante, troppe) scuole o corsi di teatro hanno abbandonato o trascurato, attraverso alcuni punti cardini fondamentali: il recupero dell’insegnamento basico delle regole, delle tecniche e dei saperi fondamentali del palcoscenico , senza quindi inventare od ostentare discipline o commistioni tanto fantasiose quanto opinabili e inutilizzabili; l’impianto teorico disciplinare equiparato a quello delle materie interpretative , che ne fa ancora una volta un unicuum nel panorama della formazione teatrale romana, affiancando a materie come recitazione, mimo, canto o dizione, materie altrettanto imprescindibili come storia del teatro, drammaturgia e studio del testo, proprio per formare un allievo ed un attore consapevole , consapevole del mezzo teatrale padrone della sua cultura dalla letteratura alle tecniche; la relazione, fondamentale in chiave di trasparenza tra allievo e docente, di qualità degli insegnamenti e alta professionalità degli insegnati (cosa questa che segna spesso un’ulteriore differenza rispetto ad altre scuole) e il costo dei corsi che grazie al desiderio di incidere positivamente nel campo della formazione attraverso una comune volontà espresso dal corpo docente è poco più che simbolico; infine l’aspetto anti accademico nel senso di quel formalismo e quella rigidezza che spesso celano pochezza e banalità. Il teatro è il linguaggio primigenio dell’uomo e gli attori sono da sempre una famiglia, per cui, anche se ogni tecnica bisogna apprenderla con la propria disciplina, gli insegnanti della Piccola Scuola mettono a disposizione la loro professionalità e la loro esperienza con semplicità e spirito di uguaglianza con l’unico intento di far progredire l’allievo nelle tecniche, istruirlo nella cultura teatrale e attivarlo come elemento propositivo del tessuto sociale.

Struttura dei corsi
La Piccola Scuola di Teatro apre da Gennaio a Giugno
Le lezioni si tengono dal Lunedì al Giovedì a partire dalle ore 15 e con orari differenziati a seconda dei giorni.
Tot ore settimanali : 16
A Giugno gli allievi saranno invitati a partecipare ad un saggio di fine anno che evidenzi i progressi fatti in tutte le materie studiate. Il piano didattico prevede 2 anni di formazione basica ed un terzo anno dedicato all’allestimento di uno spettacolo (non un saggio).

Retta e iscrizione .La retta unica è di 170 euro mensili ( pari a 2,50 euro per ora di insegnamento ) . La retta unica prevede tutti gli insegnamenti , non sono previste quote di iscrizione né quote per il saggio o lo spettacolo finale. Le iscrizioni si potranno effettuare durante i tre giorni di porte aperte fissati per il 26,28 e 29 Novembre presso i locali della scuola oppure fino all’ultima settimana di Dicembre un giorno alla settimana ancora da definire. La segreteria fornirà tempestivamente tutti gli estremi ancora in via di definizione alle persone interessate alla frequenza.
Info e contatti
Piccola Scuola di Teatro : Piazzale degli eroi 9 (Metro “Cipro”)
Info-mail: piccolascuoladiteatro@gmail.com
Info e iscrizioni : 3275610497 ( dal lunedì al venerdì 10-14).

domenica 9 novembre 2014

CORTI TEATRALI 2015


IL TEATRO DELL’ANGELO
in collaborazione con SIDECAR – sale multimediali d’arti performative
presenta

I CORTI TEATRALI

La versione originale del festival che divenne genere teatrale diffuso in tutta Europa
DAL 20 al 26 APRILE 2015
COSA SONO I CORTI TEATRALI
Diciotto anni fa inventai e sperimentai per due edizioni i corti teatrali con l’intento di mappare una generazione di attori, autori e registi, di tastare il polso del nostro teatro nei suoi molteplici aspetti, verificarne la vitalità e individuarne i futuri salti di qualitá. Molti tra autori, attori e registi presero il volo attraverso la ribalta dei corti teatrali e i corti stessi si affermarono con enorme rapiditá come genere in tutta Europa. Certo molti hanno imitato e riprodotto il genere del corto teatrale ma sono riusciti solo in parte, cioè nei suoi aspetti esteriori, nel suo involucro, a mettere in scena dei corti teatrali, mai curandosi dell’aspetto principale per cui erano nati e attraverso il quale aggregarono e per certi versi lanciarono un’intera generazione di teatranti.
Dopo 18 anni da quelle prime esperienze si impone una nuova scansione del nostro fare teatro, in tempi così mutati e per certi versi così densi di urgenze ed aspettative, occorre dare gli strumenti di piena espressione ai fenomeni sopra e sottotraccia che si muovono e fermentano nell’ambito teatrale, e coinvolgere il pubblico (attraverso il gioco della votazione sui tre generi) nella piena e dinamica riflessione della necessità di un teatro come linguaggio culturale e risposta sociale.
Bisogna insomma fare una nuova fotografia delle attuali tendenze e delle potenzialitá ancora inespresse di questo nostro teatro riconoscendo e qualificando le nuove generazioni, in un incontro che avvenga non attraverso un vincolo burocratico, non attorno ad un bando distante spesso anni luce dalla nostra professione, ma in scena, sul palcoscenico, ove da sempre le foto escono meglio.
Massimiliano Caprara

REGOLAMENTO E APPLICATION FORM QUI.