Oltre al sonno e alla concentrazione ci sono anche altre cose che non sono state dette a nessuno.
Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.

(Peter Høeg)

martedì 9 settembre 2008

Waz (6)


Waz a volte viaggia nel tempo. Il passato lo assale, lo circonda, a volte lo strazia, a volte lo diverte. Ma non è mai un'esperienza priva di conseguenze emotive. Il tempo in un certo senso lo ossessiona. Ci sono zone nella sua memoria che stanno andando perdute o già lo sono,: persone che ha dimenticato e che all'improvviso riaffiorano come ombre. Un volto sfuocato, qualche leggero movimento su uno sfondo grigio, plumbeo. Si sente un po' male, perché è come se li avesse uccisi dentro di sé, anche se li ha soltanto sfiorati, in un tempo molto lontano e poco o niente in comune con loro c'era stato. In fondo la mente fa bene il suo lavoro di pulizia. Waz lo sa, ma sa anche che questo è un po' spietato e a volte, spesso, elimina degli innocenti. Vorrebbe scrivere un libro, con tutti i nomi dimenticati, i volti dimenticati, le vite sconosciute di tutta questa gente, un grande romanzo di memoria, storia e invenzione. Ma non ricorda, non sa più chi sono. Nessun romanzo è possibile senza personaggi e dunque la risma di cinquecento fogli bianchi davanti a Waz, contiene questo libro impossibile, col suo candido e denso contenuto di vite dissolte.

©francescorandazzo-2008


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