Oltre al sonno e alla concentrazione ci sono anche altre cose che non sono state dette a nessuno.
Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.

(Peter Høeg)

domenica 14 febbraio 2010

USANDO IL PASSATO REMOTO

I
Non conosco il futuro
ma quando vedo scorrere la Senna
penso ad Epicuro
e che appena uno di noi
verrà trascinato
dalla corrente come un ramo
a nulla gli servirà
aggrapparsi ad un ti amo


II
Quando il tempo sarà finito
e l' amore avrà fatto il suo corso
quando ti vedrò come una gazza ladra
e tu come un orso
per noi non ci sarà un rimborso
Nessuno ci ripagherà
del tempo salvato o perso
Né basterà pregare
la Dea dell' Amore o il Dio dell' universo
quando come ciechi sfioreremo
il braille delle nostre foto
e parleremo di oggi
usando il passato remoto

venerdì 5 febbraio 2010

Menù del giorno



















Antipasto di chiacchiere

Linguine al fesso
T'imballo di scotch

Sorbetto da grumi

Spigola all'ansia pazza
Saltimbocca di presente
Germogli di minchiatine
Insalata alla cieca

Macedonia distrutta
Tiramidovetipare
Crostata di storia

Passione flambè

Spumantide

Caffè defuturizzato

Amaro del Vate


© Francesco Randazzo - 2010


lunedì 1 febbraio 2010

Se arrivano bene











Sono sicuro
ma sicuro sicuro
che sicuramente
gli extraterrestri esistano.
Non ho prove nemmeno una.
Soltanto un vago presentimento
d'essere spiato quando sono solo.


Non li ho mai visti
né mai li vedrò
e onestamente non ci tengo molto.
Non me li immagino nemmeno un po'.
Non credo siano verdi o blu o blatte giganti.
Non me ne frega niente a dir la verità.
Non è nemmeno un pensiero ricorrente.


È che i terrestri lasciano molto a desiderare
e ho deciso di dedicarmi a qualcos'altro.


Tanto per non impazzire.
O forse proprio per impazzire
ma a cuor leggero.


Di una cosa infatti sono sicuro
gli extraterrestri non sono simili a noi
e questo mi rincuora grandemente.


Mentre aspetto che arrivi un'astronave
costruisco una pista d'atterraggio
che m'attraversa la testa in diagonale.


Sono sicuro
ma sicuro sicuro
che sicuramente
gli extraterrestri esistano.


Se arrivano bene
e se no
no.


© Francesco Randazzo - 2010


domenica 31 gennaio 2010

SALINGER

Ho sempre pensato di aver letto "Il giovane Holden" troppo tardi; che ventidue anni non fosse l’ età giusta. La prima volta che l’ ho riletto erano passati solo pochi mesi, ma quando lo lessi finalmente in originale fu una cosa nuova, la mia vera prima volta. ”Hey, listen.You know those ducks in the lagoon right near Central Park south?By any chance, do you happen to know where they go, the ducks,when it gets all frozen over?”...In inglese faceva tutt’un altro effetto e quella volta, anche se avevo già venticinque anni, pensai che non era più troppo tardi. Quella lettura, infatti, mi riportò all’ età giusta. Credo che sia questa capacità di farti sentire un "coetaneo", un complice, un confidente, un conterraneo, uno dei misteri leonardeschi di Salinger. Anche quello che non ci dice, ci sembra che non ce lo scriva solo perché non lo sappiano gli altri, ma che ce lo stia, in qualche modo,sussurrando.Chi è il più grande poeta del secolo, il tedesco di cui si parla in "Bananafish"? Cosa succederà a Franny dopo il suo collasso e a Holden finalmente uscito dalla clinica? Per quali ragioni Seymour si spara? Come succede a volte nella vera poesia, anche in Salinger il non detto viene in qualche modo detto,ma in codice, come se fosse un segreto, piano, in maniera che non lo sentano gli altri, quelli distratti dal traffico…. So che in questi giorni alcuni giornalisti stanno interrogando, un vero e proprio terzo grado, il guardiano di Central Park South, di quel piccolo lago, per chiedergli dove cazzo vanno le papere quando ghiaccia? Già, dove vanno? C’è anche chi si sta chiedendo dove vanno gli scrittori quando scompaiono. A me sembrano domande senza senso. Le papere e i veri scrittori non vanno proprio da nessuna parte. Nemmeno quando si nascondono. Rimangono qui, continuando a catturare, nel modo più invisibile possibile, tutti quelli che si sono persi e non sono più coetanei di se stessi.

sabato 30 gennaio 2010

ARCENCIEL MONDO


Progetto ARCENCIEL MONDO a cura di Regina Franceschini Mutini, Ivana Conte, Paola Bacchetti. Continuano gli incontri tra pittura, letteratura, teatro alla libreria-caffè RINASCITA a Roma in Via P.Alpino, 48 (metro Garbatella).
Sabato 20 febbraio dalle ore 18,00 interverranno l'artista francese, pittore e scultore, SERGE UBERTI con una installazione dal titolo "Albero rituale" elementi di una storia, e l'attrice Cristina Baruffi.

ANIMALI LETTERARI

UNA MOSCA RONZA

Oggi riposo
il diario resta vuoto
tutto il giorno gioco
a respirare senza uno scopo
e a pensare al dopo
Una mosca ronza
nessun altro animale
né un Leone né una Lupa né una Lonza
mi impedisce il cammino
Ma oggi voglio essere zoppo
e regolare il mio passo al minimo
Voglio essere morto a modo mio


ANIMALI LETTERARI

Ecco la capra dal viso semita
il caro passero solitario
il pio bove pieno di corna
e la cavallina storna
Amo i safari letterari
e gli animali capaci
di suscitare canti
Mi piace gettare il mangime
e aiutarli a sopravvivere
Ce li ho ancora tutti qua nella memoria
e dentro di me non andranno mai persi
Vorrei sentire nei miei
l' eco dei loro versi


Simone Consorti

mercoledì 27 gennaio 2010

Flu











Flu

Disfatti i fatti infatti
i ratti quatti quatti
con esatti atti coatti
fanno matti i patti
attimi plurimi sublimi
marittimi e minimi
esanimi sashimi d'animi

E tremo come corpo egro trema

© Francesco Randazzo - 2010

martedì 26 gennaio 2010

Jim Bean sulla tomba di un'antica zoccola greca









Jim Bean sulla tomba di un'antica zoccola greca

Lepida lapide pulita
fiocchi di vita in polvere
Cenerentola cena cinese
scarpetta nel piatto sporco
Ciccia che inciccia il cazzo
cane pazzo cane pazzo
Quaranta di piede seduta
sdraiata a piedi quaranta
La gallina cantava ora non più

Miserere miserabile

Esci escort escoriata
Se Clito ride Troia non piange
Odi Melisso quanto sei fesso
attassato tartassato tartaro
Ematocritosi osi ma tu crei
ehi ahi ehi ahi uh zulù su!


Miserere miserabile

Eri piccola così
ma lo prendevi tutto
restava ancora spazio
ora non sei un cazzo
e prima ancor di più

Miserere miserabile

Morta nella memoria
fisicamente intatta
garrula festula fistola
mai più mai più mai più

Miserere miserabile
senza amen né requiem

© Francesco Randazzo - 2010

lunedì 25 gennaio 2010

Ora ah













Ora ah

Nostalgia
algìa del nostòs
tutti quelli che
per il tanto e il poco
che fummo
e mai fummo
uhm uhm
che fumiamo
vite aspirandole
marca Fenice
ma senza il belcanto
né resurrezione
nel presente stonato
incapaci d'arrenderci
ostentando ostensori
di soli gialli ritagliati
nel cartone colorato.

Nevralgia dell'esserci.

E indietro non si torna.

Buttiamoci tedeschitedeschi
nella Sensucht
ch'è meglio e suona figo
malati che siamo
del doloroso bramare
bramendo bradipi
brumosi ed irti.

Habe nun ach!

© Francesco Randazzo - 2010