Oltre al sonno e alla concentrazione ci sono anche altre cose che non sono state dette a nessuno.
Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.

(Peter Høeg)

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lunedì 1 febbraio 2016

"CHI NON SOGNA UN FUTURO RADIOSO?" di Mauro Mirci

Mauro Mirci pubblica a puntate il suo romanzo "CHI NON SOGNA UN FUTURO RADIOSO?", leggetelo, ne vale veramente la pena, mi ringrazierete. O meglio ringraziate Mauro che lo ha scritto e gli editori "distratti" che non lo pubblicano, sennò avreste dovuto pagarlo - e sarebbero stati soldi spesi bene -! 








Lorenzo Nullo è un impiegato comunale in una cittadina del centro Sicilia. E’ ambizioso, privo di scrupoli e tiranneggiato dalla madre e dalla sua famiglia, completamente composta da donne. Tutte vedove. Perché, si vocifera, i loro mariti hanno preferito morire giovani piuttosto che averci a che fare sino alla vecchiaia.Ma nel tran tran quotidiano di Lorenzo, fatto di tradimenti, soperchierie e mazzette da poco, si inserisce improvviso un elemento imprevedibile: il ritrovamento in Russia del cadavere del primo marito di sua nonna, disperso durante la seconda guerra mondiale.
Le formalità da sbrigare per il rientro della salma s’intrecciano alle vicende quotidiane di Lorenzo e lo portano a scoprire verità mai immaginate.
Pubblichiamo oggi la terza puntata di “Chi non sogna un futuro radioso?”, un romanzo che, volendo – e con un po’ di fantasia – si potrebbe classificare comeburocratic thriller*. Il romanzo è suddiviso in 14 puntate, che saranno pubblicate la domenica e il giovedì.


Per scaricarlo cliccate qui

sabato 31 gennaio 2015

"Cronache di prodigiosi amori" ebook

Dopo dieci anni dall'edizione del libro cartaceo, ecco di nuovo disponibile il mio romanzo picaresco, fantaeroticomico, rabelaisiano - i critici si sono sbizzarriti! -, "Cronache di prodigiosi amori" in formato ebook, sui principali store librari ad un prezzo molto conveniente, in pochi minuti sul vostro ebook reader, tablet, smartphone o pc. 
E allora, cosa aspettate a leggerlo? 




Francesco Randazzo

Cronache di prodigiosi amori
Teatro di meraviglie occorse in un agosto di Sicilia


La storia di “Cronache di prodigiosi amori, Teatro di meraviglie occorse in un agosto di Sicilia” è ambientata in un’immaginaria Sicilia del 1831. Il fallimento di un matrimonio, innesca una serie di incontri e avvenimenti rabelaisiani, e i personaggi, inseguendo sogni e strane realtà, creano un mondo di pagane meraviglie al centro del quale l’amore carnale e la sensualità, esasperati, sublimano con un realismo magico le loro vite bizzarre in un divertente crescendo. Il Principe Ignazio, intellettuale sornione e cinico, propugnatore della pratica filosofica della flatulenza, è una sorta di mefistofelico Virgilio, che provoca incontri ed ingarbugliamenti, divertendosi a tessere trame delle quali non gli importa poi più di tanto, se non per il suo gusto personale di divertimento, dissacrando, con leggerezza di modi e acutezza mentale, le ipocrisie religiose e sociali del mondo perbenista e benpensante .


In vendita su:


dalla rassegna stampa:

Cronache di prodigiosi amori è una travolgente e a tratti esilarante affabulazione, un virtuosistico pastiche linguistico, un apologo pseudo-storico con sussulti onirici, un elegante e coloratissimo retablo al cui centro s’accampa una Sicilia lussureggiante e lussuriosa, traboccante di umori rabelaisiani, di istinti pagani, di scettiche moralità. Il soffio di una carnalità onnivora e barocca agita gli interni ottocenteschi di dimore patrizie abitate, come le distese assolate che le assediano, da sanguigni fantocci, vergini smaniose, patetici sacerdoti d’una fede imbestiata o d’una scienza che ammicca al baraccone. A tirare le fila di questo teatrino di screanzate marionette è il principe Ignazio, flatulente filosofo in sedicesimo e distratto regista di boccacceschi intrighi; ma egli stesso è mosso, come gli altri personaggi, da una impetuosa corrente che provoca cortocircuiti di surreale inverosimiglianza, in un tourbillon di trovate fiabesche in cui, come in un fuoco d’artificio, queste Cronache infine si consumano.
Antonio Di Grado

Cronache di prodigiosi amori, romanzo fantaeroticomico di Francesco Randazzo, barocco nello stile e spassosissimo nel ritmo e nelle espressioni, capace di evocare e coniugare atmosfere erotiche al calor bianco con la leggerezza della buona letteratura fantastica.
Randazzo si esibisce in un crescendo di invenzioni e trovate, virtuoso della parola e della citazione, sia colta sia popolare. Abilmente accosta l'elegia alla volgarità, astutamente sfrutta tale accostamento per donarci una prosa sagace e ironica, a tratti irresistibile, dissacrante sempre, infarcita di sicilianismi perfettamente incastonati nel testo.
Tra baroni iracondi, inventori stralunati, canonici lussuriosi, donne imbalsamate in una stucchevole visione dell'amore, ricercatori incapaci di osservare la semplice evidenza, bravacci croati, cani affetti da flatulenza, danzatrici esotiche e mostri a vapore, la storia offre, a ripetizione, occasioni di godimento salutare e necessario a noi poveri lettori d'inizio millennio, troppo spessi soverchiati da una letteratura che della essenzialità e della gravità sembra aver fatto propria ragione di vita.
Mauro Mirci - Parole di Sicilia

Nella Sicilia del 1831 intrighi, prodigi, sarabande e meraviglie. Questo ed altri infiniti bocconi di maestria letteraria e incontenibile divertimento in Cronache di prodigiosi amori. Teatro di meraviglie occorse in un agosto di Sicilia di Francesco Randazzo, pubblicato da Lampi di stampa.
... all’interno di alcune tra le più nobili casate nobiliari, si consumano intrighi e stratagemmi amorosi e si dimostra quanto, in presenza della carne, la mente umana sia capace di mandare a farsi benedire qualsiasi velleità spirituale.
Cristiano Felice - Visum


Cronache di prodigiosi amori: Meraviglie di un agosto siciliano
Francesco Randazzo ha scritto un romanzo breve e di grande impatto, ambientato nella Sicilia dell’Ottocento, che sembra appartenere proprio a quell'epoca... l’autore trasporta magistralmente chi legge in quella vecchia Sicilia nobiliare e gattopardiana in cui non si può fare a meno di fantasticare.
Francesco Randazzo è un regista e le scene e la trama risentono positivamente di quella "visualità" tipica delle rappresentazioni teatrali. E forse proprio per questo le presentazioni in giro per l’Italia di questo libro, che si presta ad essere letto davanti ad una platea, hanno avuto un grande successo.
Barbara Leone - lettera.com (libri con qualcosa di speciale dentro)

Quella di Randazzo è una prova eccezionale.
Manila Benedetto - Booksblog


lunedì 20 gennaio 2014

La strana giornata di Alexandre Dumas



La strana giornata di Alexandre Dumas


Esiste una letteratura storica, che trae spunto da fatti realmente accaduti e vi tesse sopra, intorno e dentro, altre storie, narrazioni ipotetiche che però hanno il gusto salace dell'osservazione di punti di vista e sviluppi possibili, perciò affascinanti.
Così ne “La strana giornata di Alexandre Dumas” di Rita Charbonnier, ci si ritrova fin da subito in un passato misterioso, quasi per un gioco che si rivelerà un'esca, sia per Dumas che per noi lettori.
La vecchia madame lettrice di oroscopi, ci condurrà dai misteri degli astri a quelli della sua vita. In un gioco di continui incastri narrativi, sapientemente utilizzati dall'autrice che pare lei la “nipote di Dumas”, tanto quanto quella “sorella di Mozart” che nel suo precedente libro aveva fatto vivere, tutto si snoda, nell'intreccio narrativo della protagonista che ripercorre la propria vita, tormentata ma avventurosa ed infine, più felice di quanto lei stessa avrebbe potuto immaginare. Tutto scaturisce dal più classico dei temi letterari, da Plauto all'Ottocento romantico, quello dello scambio di due bambini in fasce. Nel nostro caso, lo scambio tra il figlio di una guardia carceraria di Modigliana e la figlia di un nobilissimo e misterioso francese, Joinville, che per salvaguardare il proprio patrimonio e la propria linea dinastica, non esita a comprare il neonato maschio che la propria nobile moglie non è riuscito a dargli. La bambina verrà lasciata alla famiglia del carceriere Chiappini, in cambio di molto denaro e crescenti privilegi.
Tra segreti, depistaggi e persino un omicidio, tutto sarà celato per decenni. Ma la bambina, Maria Stella, sentirà, fin dalla più tenera età, un senso di estraneità, di disagio interiore, ed anche una certa agitazione, fisica e spirituale, che la porteranno a vivere una vita animatissima e complessa, fino alla scoperta dello scambio, il quale innescherà processi e tentativi di rivalsa, nei confronti dell'altro, del bambino comprato, che nel frattempo è divenuto nientemeno che il Re di Francia!
Che fantasia da feuilleton ottocentesco, che iperbole alla Conte di Montecristo, direte voi! Invece proprio questa parte della storia è quella vera. Una Maria Stella Chiappini, di Modigliana, moglie prima di un Lord inglese e poi di un Barone russo-tedesco, che intentò causa al futuro Re di Francia Luigi Filippo I, è veramente esistita. E Dumas, in gioventù copista presso il Duca futuro sovrano, aveva proprio scritto di suo pugno, la dettatura della ricusazione contro la sedicente nobile scambiata. Da qui, la Charbonnier, parte per intessere la sua trama narrativa, della quale più non dirò, mi piace concludere ottocentescamente: perché possiate o lettori, tuffarvi da voi stessi nelle avvincenti pagine che vi consigliamo d'apprestarvi a leggere, con sommo diletto e piacevolezza.

f.r.


Il libro è edito in cartaceo da Piemme.

Un'edizione in ebook, con iconografie e un inedito dalle memorie di Dumas, appositamente tradotto dall'autrice, è disponibile nei principali ebook store sul web:



lunedì 23 dicembre 2013

"Picciridda stidda" ebook su Amazon


L'ebook può essere acquistato su Amazon.it


Liberamente ispirato alla storia della bambina palermitana morta nel 1920, divenendo l'ospite più illustre della cripta dei Cappuccini, per il misterioso e stupefacente lavoro di imbalsamazione che l'ha mantenuta intatta e rosea come una piccola dormiente. 
Il monologo in versi di Francesco Randazzo, immagina che l'anima della bambina, intrappolata nel corpo dal processo chimico d'imbalsamazione, cerchi di fuggire, interpellando chi la guarda ma non può vederla, ripercorrendo la propria storia, cercando ancora i genitori, tra cantilene infantili e grida disperate, prigioniera innocente che intenerisce e sgomenta. 


Indice: 

- Picciridda stidda, monologo in versi 

- Morte, non andar fiera..., nota dell'autore (con hyperlink informativi, iconografici e video) 

domenica 28 ottobre 2012

Scorre scorre la notte scura (da Shechinàh)


Scorre scorre la notte scura
lungo le strade dentro ai portoni
Lunga come lingua avvolge
le automobili e le scarpe dei barboni
Racchiude dentro la sua lenta saliva
il sonno dei dormienti
la veglia degli insonni
Scorre scorre la notte scura
sui corpi delle cose
trasforma il colore degli uomini
e fa del loro respiro
nostalgia della luce
Scorre scorre la notte scura
certezza del riposo
speranza del risveglio
occhio che si chiude
taglio che si apre
rasoio che accarezza
bacio che colpisce
oblio e memoria
Fino al caffé nero che bevuto
caccia dentro la notte
e ci precipita nel giorno
Sogno di mani e piedi
Sogno di animali parlanti
Sogno d’altri mondi
Sogno di cera e fumo
Sogno di corpi giovani
Sogno di frutta e ferro
Sogno del tempo assente
Sogno di cifre e lettere
Sogno d’algoritmi e latte
Sogno d’incubo
Sogno di sogno
Anche chi veglia sogna
La notte stessa è un sogno
L’uomo cammina nel buio
e la notte lo prende per mano
mentre le stelle cantano l’eterno
I bambini sognano angeli
I vecchi sognano bambini
Le donne sognano i vecchi
Gli uomini sognano la notte
mentre le stelle cantano l’eterno
Fasci di luce giganteschi
abbagliano l’arena risvegliata
Scalpita il pubblico dentro al Colosseo
Ognuno spara in aria urla e ferocia
S’attendono gli attori del supplizio
L’immane agone dello scannatoio
Ecco la madre ebrea che porta il figlio
al gladiatore nazi accanto al rogo
Ecco i giovani di Palestina
si lanciano ed esplodono chiamando
Ecco il bambino che annusa la colla
inchiodato alla tavola del ricco
Ecco il folle che canta e poi s’impicca
Ecco la nonna che non fu mai madre
Ecco il bambino con gli organi rubati
Ecco la gamba trancia il petto aperto
Ecco la bimba prostituta per la fame
Ecco le piaghe ecco la sventura
Ecco il deforme ecco il disprezzato
Ecco l’orrore ed ecco il pianto
Ecco la telecamera spietata
L’arena è colma
Il pubblico singhiozza
Ama lo strazio
e grida e si dispera
Mangiando patatine ben salate
Si gode lo spettacolo
finché
cambia canale
e guarda un varietà
o meglio ancora la pubblicità
L’imperatore è assente ma controlla
ogni perturbamento dello share
Scorre scorre la notte scura
inutilmente prova ad occultare
ma non può oscurare
Scorre scorre la notte scura
e le mura della città stanche
di luci di lampioni e di televisioni
pregano Dio che mandi un bel black out
 



da "Shechinàh" di Francesco Randazzo ©all rights reserved
chi vuole leggere tutto il poemetto in Ebook Amazon, clicchi sul seguente link:

http://www.amazon.it/Shechin%C3%A0h-ebook/dp/B009PT19J8/ref=sr_1_2?s=digital-text&ie=UTF8&qid=1350129395&sr=1-2



altre info, qui: http://mirkal.blogspot.it/2012/10/shechinah-di-francesco-randazzo-ebook.html



I blogger letterari che volessero promuoverlo e recensirlo possono richiedere una copia omaggio con un mail pvt [info.mirkal(AT)gmail.com]  o dallo spazio commenti.




«Shechinàh» di Francesco Randazzo - EBook


Francesco Randazzo
Shechinàh
(La presenza di Dio fra gli uomini)
Viaggio per Coro - Rap
 
Il concetto ebraico della Shechinàh (La presenza di Dio fra gli uomini) percorre tutte le religioni, con forme e apparizioni differenti.

Un viaggio poetico di qualcuno che appare o torna al mondo attraverso la parola e incontra uomini e donne e con loro compie un percorso duro di verità e critica del quotidiano, ma anche d'amore per la vita e per il mondo offeso.

Shechinàh è una drammaturgia poetica orale, discorso unico ma sempre in divenire, come le strade, come gli incroci dove si incontrano o si dividono le vite e i fatti della quotidiana realtà.

É una sacra rappresentazione contemporanea, poetica e drammatica, che ha il suo fondamento nell’oralità e che vive attraverso un codice antico espresso nella contemporaneità forte e vitale della parola che colpisce, per questo ed in questo senso, rap.


Acquista l'ebook su www.amazon.it


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lunedì 17 settembre 2012

UN GIOIOSO NUBIFRAGIO: i “Racconti Abissali” di Ángel Olgoso

UN GIOIOSO NUBIFRAGIO: i “Racconti Abissali” di  Ángel Olgoso
recensione di Alfonso Lentini

Impalpabili in quanto privi di supporto cartaceo (ma non per ciò sminuiti, anzi semmai arricchiti dall’essere usciti in forma di e-book), questi “Racconti Abissali” di Ángel Olgoso, sono raccolti nel breve girotondo di 58 impalpabili pagine.
Libro privo di peso, si direbbe. Che basa però la sua forza sull’energia straniante che le singole parole possono sprigionare quando sono usate con la precisione e la compiutezza di un colpo di scalpello e nel contempo navigano perigliosamente nel mare della massima libertà inventiva.
Racconti brevi o brevissimi, frastagliati e filanti come la coda di un microscopico asteroide, scarabocchi albali, incursioni stralunanti, micrologie fuori luogo e fuori tempo, ci accompagnano in un viaggio esplorativo di un piccolo mondo improbabile e incongruo, quello che marca questo autore spagnolo (Granada, 1961), considerato – come afferma Paolo Remorini nella prefazione – “tra i maestri più illustri e acclamati del racconto breve fantastico” (ma in Italia di fatto quasi sconosciuto), la cui scrittura sembra provenire – ma fatta più esile, compressa, tagliente – dal solco della letteratura visionaria di origine ispano-americana ed oscilla fra le sontuose fantasticherie di Borges, le amarezze ironiche di Cortazar o di Ocampo, sino a lambire le irsute inquietudini di certe pagine kafkiane. Ma la cifra che caratterizza Olgoso rispetto ai celeberrimi nomi che abbiamo citato è quel pizzico di giocosità irridente che lo pone piuttosto in comunicazione con lo spirito della “scienza delle soluzioni immaginarie”, la ‘Patafisica fondata da Alfred Jarry. L’orizzonte sembra essere dunque una sorta di neodadaismo congelato e asciutto, elegantissimo nella sua algida essenzialità.
Sono però gli scatti finali che nei racconti di Olgoso rovesciano improvvisamente le situazioni proiettando le storie ai bordi del paradossale puro. Si veda ad esempio la vicenda, appena accennata, di qualcuno che sta scavando un tunnel: sembra che voglia fuggire da una situazione di prigionia, invece le righe finali ci rivelano che la sua meta è rientrare fra le “gioie” di una cella “in salvo dalla frastornante, grama e spaventosa libertà”. In un'altra storiella si racconta di un bimbo che per sei giorni gioca con una palla di argilla che a poco a poco si trasforma diventando un pianeta brulicante di vita. Ma alla fine si stufa e lo spappola. Folgorante la frase finale: “Si sarebbe riposato il settimo giorno e avrebbe ricominciato da capo”. Un gioioso nubifragio di segni e di sensi si riversa allora nella mente del lettore al quale non restano che due alternative: o compiere l’inutile sforzo di colmare con un proprio apporto inventivo le falle che l’autore lascia appositamente in evidenza, oppure accettare la sfida dell’incongruo. Siamo sul ring delle eventualità più improbabili e ad un certo punto è naturale che arrivi un knock-out finale dal quale ci si può riavere solo a patto che si accetti di godere sino in fondo, come una grazia concessa dal cielo, il capogiro dello smarrimento.
Tanto asciutte sono le pagine di Olgoso quanto ridondanti, eccessive, turgide, affollate, appaiono le tavole ipervisionarie di Vanessa Cazzagon che accompagnano la pubblicazione. Eppure un filo evidente lega i due piani della scrittura e delle immagini, complici gli inserti musicali (sì, perché un e-book, diversamente dalle pubblicazioni cartacee, può contenere persino un “commento musicale”) suggeriti con mano esperta da Daniela Meloni. Questo filo è la caoticità delle forme, il groviglio. Anche le tavole di Cazzgon sono infatti prive di centro e di sensi definiti, le linee e i colori sembrano galleggiare nel vuoto di un universo in cui il dis-orientamento è sempre in agguato. Anarchia allo stato puro? Surrealismo senza freni? Forse, ma siamo sicuri che i racconti e le immagini di questo gioiellino in forma di e-book siano veramente antirealistici, ci parlino davvero di universi alieni?
Del resto, il mondo che ci ostiniamo a considerare “reale” e che con mille sforzi cerchiamo di ingabbiare nelle griglie della logica umana, non sempre risponde alla nostra domanda di comprensione. Leggere in queste impalpabili pagine di “altri mondi” possibili (o impossibili) può costituire quantomeno una salutare “educazione sentimentale”, un esercizio della mente verso un atteggiamento più elastico, più smaliziato e dubbioso. Di cui, in tempi di omologazione sempre più massiccia, si sente urgentissimo bisogno.


Ángel Olgoso
Racconti Abissali
Traduzione e introduzione di Paolo Remorini,
Postfazione di Stefano Brugnolo,
Tavole di Vanessa Cazzagon,
Soundtrack a cura di Daniela Meloni
E-book, Siska editore, 2012
Prezzo: E. 4,90







mercoledì 29 settembre 2010

Mirkal Ebook: REGINA FRANCESCHINI

Seconda uscita in ebook di Mirkal.
Collana di Poesia:
PROVE DI SCRITTURA 1
poesie e fotografie
di Regina Franceschini


l’antro della sibilla scavo scava
luci di pianeti in costellazione
lasciati andare la nebulosa
chiedo domanda per cucire il futuro
se non tacere è la speranza se
in terra fino alle mammelle
toccano l’erba se giri la testa
al suo posto mie parole parli
la buca del suggeritore gli oggetti
i capelli sotto il riflettore pettini



Vai alla pagina di Mirkal Ebook per scaricare gratuitamente il testo: clicca qui .



martedì 15 giugno 2010

OUTLET SUMMER BOOK








UN'IMPERDIBILE OFFERTA DI LETTURA PER LA TUA ESTATE! 


Se acquisti una copia del libro di Francesco Randazzo "Con l'insistenza di un richiamo", per la tua estate di lettore Lupo Editore offre uno sconto del 50%  (€ 5) e in più ti regala un racconto inedito dell'autore in ebook!

Ordina il libro direttamente dall'editore ( ordini@lupoeditore.com ), fatti una foto mostrando la copertina e inviala a:ebook.randazzo.mail@gmail.com , metteremo on line una galleria di lettori.

Condividi questa notizia con i tuoi amici.

Buona lettura, buona estate e buon gioco a tutti.



Il sito dell'editore: http://www.lupoeditore.com


L'OFFERTA È VALIDA SOLO PER ORDINI DIRETTI ALL'EDITORE, FINO AD ESAURIMENTO DELLE COPIE.



Dalla rassegna stampa del libro: 

Un libro a tinte forti, agghiacciante e coinvolgente. Consigliato a chi è stanco di leggere "di cuori mocciolosi nel tempo degli orrori".


(40parallelo.it)


... un bad trip nazional-popolare, narrato facendo ricorso quasi esclusivamente - e con coerenza - alla prima persona, una prima persona malata, ridondante, allucinata.


(Angelo Orlando Meloni - Libridine)


Non si può raccontare, questo libricino che davvero diverte, e insieme fa pensare senza importelo: bisogna leggerlo, e non è uno sforzo, perché, lo ripeto, è scritto con un lessico famigliare che non l’appesantisce oltre i 30 grammi di carta con cui è fatto, dimostrando che si può parlare di tutto usando le parole come tessere da colorare a piacere.
Non chiamatelo pulp, perché pulp fa spesso rima con cool, e il cool questi racconti lo sbeffeggiano con l’acume concreto che ha chi non si fa abbagliare dai lustrini della civiltà dell’immagine, e riesce ancora a cogliere la vera natura delle cose: leggetelo, e basta.
E poi, cercate di credere che sia solo fantasia. Provateci, almeno. Se volete riuscire a dormire.


(Stefano Donno - Silla Hicks)




... persone che sono mostri, per se stessi, o solo perché percepiti come tali dagli altri che poi saremmo noi, co-autori dei loro delitti, co-responsabili della loro follia, co-protagonisti della loro scena, complici, vittime, carnefici.


(Camillo Sanguedolce - Storie 100X100)


La raccolta edita dai tipi di Lupo conserva nel suo centinaio scarso di pagine brio e bollicine pulp pronte ad esplodere in faccia al lettore, il tutto condito da uno stile incisivo e scorrevole che non lascia molto spazio a fantasie e digressioni: ecco raffigurata in patinata e lucente presenza la strage di un presente storico privo di qualsiasi senso.


(Boris Borgato - Mangialibri)


Randazzo popola i suoi racconti di mostri. Mostri tanto tangibili, però, da instillare paura autentica nel lettore, se solo questi saprà riconoscere nei personaggi altri mostri, quelli che popolano non la narrativa, bensì le pagine della cronaca nera.


(Mauro Mirci - Parole di Sicilia)


Sei storie di solitudine, violente, che colpiscono all'improvviso come un pugno alla bocca dello stomaco, i protagonisti che vivono la loro alienazione nella ossessiva ripetitività di gesti senza senso e senza soluzione.


(Giancarlo Montalbini - Lettera.com)


Leggendo queste pagine non si può infine non notare l'altro personaggio principale, sempre presente, nella sua immensità e nelle sue bassezze: Roma, città eterna, sfondo perfetto per le vicende narrate e i suoi protagonisti. Da leggere per scoprire qualcosa di nuovo.


(Paola Bernasconi - Mondo Re@le)





lunedì 27 aprile 2009

L'impavida eroina eccetera


Sei racconti di Mauro Mirci compongono un ebook scaricabile gratuitamente dal sito Parole di Sicilia e nell'edizione cartacea inaugurano il debutto tipografico della webzine letteraria sudista da lui fondata e gestita.
Mirci ha una mano mirabile che nella leggerezza dello stile sa far trasparire personaggi e storie di una Sicilia fuori dagli stilemi consueti, con la maestria di chi sa vivere nel quotidiano meridionale per poi filtrarlo con l'estro dello scrittore consapevole che l'essere dentro l'ombelico del mondo-isola è una pena e un privilegio, perfetti ingredienti per una letteratura che aspiri a divertire per dire qualcos'altro. E dunque si sorride per la sventatezza di situazioni insolite, per lo snodarsi sempre sotteso d'ironia delle storie, ma infine al lettore il sorriso gli si sposta obliquo, quasi in smorfia di cinico imbarazzo, di commozione trattenuta, di sconcerto affondato senza parere nel fatalismo panico di questo sud, di questa Sicilia, che pur restando immota e frantumata nelle proprie contraddizioni, riesce sempre a dirci qualcosa di fondamentale a proposito dell'umanità in generale.

"L'impavida eroina eccetera"
racconti di Mauro Mirci
Edizioni ParolediSicilia
Scarica l'ebook, gratuitamente, da qui.




giovedì 5 marzo 2009

Notte scura

Scorre scorre la notte scura
lungo le strade dentro ai portoni
Lunga come lingua avvolge
le automobili e le scarpe dei barboni
Racchiude dentro la sua lenta saliva
il sonno dei dormienti
la veglia degli insonni
Scorre scorre la notte scura
sui corpi delle cose
trasforma il colore degli uomini
e fa del loro respiro
nostalgia della luce
Scorre scorre la notte scura
certezza del riposo
speranza del risveglio
occhio che si chiude
taglio che si apre
rasoio che accarezza
bacio che colpisce
oblio e memoria
Fino al caffé nero che bevuto
caccia dentro la notte
e ci precipita nel giorno

Sogno di mani e piedi
Sogno di animali parlanti
Sogno d’altri mondi
Sogno di cera e fumo
Sogno di corpi giovani
Sogno di frutta e ferro
Sogno del tempo assente
Sogno di cifre e lettere
Sogno d’algoritmi e latte
Sogno d’incubo
Sogno di sogno

Anche chi veglia sogna
La notte stessa è un sogno
L’uomo cammina nel buio
e la notte lo prende per mano
mentre le stelle cantano l’eterno

I bambini sognano angeli
I vecchi sognano bambini
Le donne sognano i vecchi
Gli uomini sognano la notte
mentre le stelle cantano l’eterno

Fasci di luce giganteschi
abbagliano l’arena risvegliata
Scalpita il pubblico dentro al Colosseo
Ognuno spara in aria urla e ferocia
S’attendono gli attori del supplizio
L’immane agone dello scannatoio
Ecco la madre ebrea che porta il figlio
al gladiatore nazi accanto al rogo
Ecco i giovani di Palestina
si lanciano ed esplodono chiamando
Ecco il bambino che annusa la colla
inchiodato alla tavola del ricco
Ecco il folle che canta e poi s’impicca
Ecco la nonna che non fu mai madre
Ecco il bambino con gli organi rubati
Ecco la gamba trancia il petto aperto
Ecco la bimba prostituta per la fame
Ecco le piaghe ecco la sventura
Ecco il deforme ecco il disprezzato
Ecco l’orrore ed ecco il pianto
Ecco la telecamera spietata
L’arena è colma
Il pubblico singhiozza
Ama lo strazio
e grida e si dispera
Mangiando patatine ben salate
Si gode lo spettacolo
finché
cambia canale
e guarda un varietà
o meglio ancora la pubblicità
L’imperatore è assente ma controlla
ogni perturbamento dello share
Scorre scorre la notte scura
inutilmente prova ad occultare
ma non può oscurare
Scorre scorre la notte scura
e le mura della città stanche
di luci di lampioni e di televisioni
pregano Dio che mandi un bel black out


da "Shechinàh" di Francesco Randazzo © all rights reserved

chi vuole leggere tutto il testo lo può scaricare dal seguente link:

http://www.mediafire.com/?wzjnzkbnmjl






domenica 20 luglio 2008

Un e-book per l'estate!


Una lettura refrigerante! Da leggere su una chaise-longue sorseggiando un daiquiri ghiacciato...
Francis Scott Freezegerald

clicca qui