Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.
(Peter Høeg)
martedì 28 settembre 2021
La droga che crea indipendenza
Il lettore di Schrödinger
– Dove lo trovo il libro?
– In libreria e su internet.
– Internet? Tipo?
– Tipo Amazon.
– Ah, no! Amazon no!
– Ok, era un esempio, ci sono tanti altri bookstore.
– Io non compro niente su internet. Ti fregano i dati della carta di credito e ti prosciugano il conto.
– Allora vai in libreria.
– Non c’è.
– Ci sei stato?
– No, ma lo so, figurati se qui a Quattrocase sul Brenta e sul Simeto, c’hanno i libri che cerchi.
– Anche se non ce l’hanno, possono ordinarlo, è distribuito da Messaggerie, in tre giorni arriva.
– Seeeee…
– Sì, prova.
– No, poi il libraio mi sta antipatico.
– Infatti Amazon lo sta uccidendo.
– Ma non è che tu ce l’hai una copia per me?
– No.
– Ma allora ‘sto libro dove si trova?
– È introvabile.
– Ah.
©francescorandazzo
giovedì 10 dicembre 2020
Consigli di lettura - Natale 2020
Questo Natale del 2020 non sarà chiassoso ma intimo, raccolto, per chi saprà coglierne l'opportunità un momento di emozioni e riflessioni più profonde. Perfetto per delle buone letture. Di seguito qualche mio consiglio, non in ordine di classifica, tra le ultime uscite editoriali.
F.R.
Forse mio padre romanzo di Laura Forti, edito da Giuntina.La sconvolgente rivelazione della madre in punto di morte, spinge la protagonista Laura ad una recherche sulle proprie origini, la storia di famiglia, l’indagine profonda nelle relazioni e negli affetti, la scoperta di un altro padre, forse suo padre, contraltare sensibile e schivo delle freddezze familiari vissute. Uno scavo intenso e coraggioso nelle storie personali che attraversano la Storia d’Italia. Emozionante, commovente, sconcertante resa dei conti letteraria che scuote e avvince il lettore.
La casa delle madri di Daniele Petruccioli, edito da TerraRossa.Un grande Bildungsroman, scritto con maestria linguistica e tematica dall’autore che pur essendo un traduttore d’eccezionale talento mimetico e linguistico (tra i più geniali della sua generazione), trova nella sua opera prima originale una voce ed uno stile potenti e di nitidissima lucentezza. La storia di Ernesto ed Elia, attraversa le generazioni e arriva a noi in questo grande affresco borghese che rinnova la grande tradizione narrativa italiana del genere.
Canova di Maria Letizia Putti, edito da Graphofeel.Lo straordinario e l’ordinario si fondono in quest’opera, meticolosissima nella ricerca storica e linguistica, forgiata e trasformata in una narrazione viva e pulsante della vita del grande scultore. Artista sublime, famoso, ricco ma anche sensibilissimo, schivo, generoso, attentissimo alle piccole cose ordinarie della vita; ne viene fuori un ritratto umanissimo e coinvolgente che sorprende ed emoziona, ribaltando clamorosamente il mito romantico dell’artista “genio e sregolatezza”.
Addio Mr Chips di James Hilton, tradotto da Laura Pacelli, edito da Graphofeel.In una nuova bellissima traduzione, un classico che ha emozionato generazioni di giovani e adulti.
La storia del piccolo ma immenso Mr. Chips, professore di liceo inglese, rinasce in questa nuova edizione per i lettori delle nuove generazioni e per chi ha voglia di rileggerlo.
Il frate e la rosa romanzo di Gabriele Bonafede, Amazon publishing.Tutto l’esprit siciliano, in questo romanzo divertente e allo stesso tempo cinico e ironico di Bonafede che sembra mandare messaggi in bottiglia all’assurdità dei nostri tempi. Scritto con bella penna tagliente e appuntita, scorre alla lettura come un feuilleton ottimamente congegnato.
venerdì 6 novembre 2020
Sergio Sozi
Giovedì. Romanzo tra cielo e terra
Edizioni Ensemble
(Collana Officina)
Roma 2020
di Alfonso Lentini
Sagrestano e sacerdote: due ruoli ben distinti nelle strutture ecclesiali. Ma il protagonista di questo bizzarro romanzo di Sergio Sozi li svolge entrambi e, come se non bastasse, li svolge in periodi storici diversi, con uno scarto temporale di molti secoli: sacerdote pagano nella Hispellum dell’antichità e stralunato sagrestano nella Spello contemporanea. Come è possibile? Si sa che niente è impossibile all’invenzione narrativa. Zhuangzi sognò di essere una farfalla – insegna il Taoismo – ma al suo risveglio pensò che forse era la farfalla ad aver sognato di essere Zhuangzi. E molti altri potrebbero essere gli esempi di opere in cui un personaggio si fa interfaccia e vive vite parallele o piomba in un universo a lui sconosciuto. Ad esempio, ne “I fiori blu" di Queneau si parla di un tale che vive contemporaneamente in due periodi storici diversi. E tanti sono i viaggi nel tempo che sono stati immaginati e raccontati.
Nella storia inventata da Sergio Sozi, però, il sacerdote pagano Aulo, non si sposta spazialmente, rimane nel territorio in cui ha sempre vissuto, quello dove sorgeva la sua antica Hispellum, ma viene scaraventato all’improvviso nel mondo contemporaneo e compare davanti a una chiesa cattolica moderna nulla sapendo di quello che è accaduto nel frattempo. Scopre con stupore che una setta ai suoi tempi considerata marginale ha dato vita a una religione così importante al punto che gli anni vengono ormai contati a partire dalla nascita del suo fondatore. Giunto a destinazione, perciò, si guarda intorno con occhi straniati e del tutto vergini. E inevitabilmente, dovendo confrontarsi e adattarsi al nuovo mondo, in lui avviene una sorta di graduale metamorfosi.
Questa idea di fondo funziona egregiamente per arpionare il lettore coinvolgendolo subito. Ma andando avanti nella lettura assistiamo a un vero e proprio fuoco d'artificio di colpi di scena e spiazzamenti. La metamorfosi non è solo quella del personaggio che via via diventa "altro", ma anche dei generi narrativi: si va dal romanzo fantastico a quello d'azione (se non addirittura picaresco), dal dialogo filosofico al racconto fantascientifico, sino a pagine scompigliate e scompiglianti che richiamano l'idea di meta-romanzo. Anche i contenuti scorrono liquidi, in un flusso cangiante; per cui il lettore (anche se sapientemente guidato da una voce narrante chiarissima, perentoria, quasi "geometrica") è portato a intendere la verità come un gioco di slittamenti progressivi.
È dunque la metamorfosi la vera protagonista di questo libro, il desiderio di sperimentare l'alterità e di interrogarsi su di essa. Nella lunga matassa concettuale che scorre via via, appare centrale la riflessione sul "doppio" di cui sono intessute non solo le personalità umane, ma anche le civiltà. Molto interessante è ad esempio la parte in cui la modernità, attraverso le parole di Aulo, si scopre essere problematicamente figlia di due fondamentali componenti storiche (e culturali): quella pagana e quella cristiana.
Da questa situazione scaturisce non solo un confronto (dai tratti amarognoli) sui due mondi (o piani culturali) del presente e del passato, ma anche una riflessione sulle immense e diversificate stratificazioni di cui ogni essere vivente è figlio.
Ma il gioco degli spiazzamenti e delle continue digressioni, andando avanti nella lettura, conduce a eventi e pensieri sempre più labirintici dove il lettore potrà perdersi piacevolmente (o forse, ancor più piacevolmente, ritrovarsi). Anche se, come sostiene lo stesso Sozi in una recente intervista, “Il sovrannaturale è il basso continuo, assieme alla poesia e all’amore, di quest’opera”.
Benvenuti nella girandola, dunque!
Sergio Sozi (1965) è nato a Roma e vive e in Slovenia, dove lavora come critico letterario e traduttore. Ha pubblicato le raccolte di racconti Il maniaco e altri racconti (2006) e Diorama (2015), i romanzi Il menù (2009) e Adesso a Roma piove (2019), e i saggi Ginnastica d’epoca fredda (2010), Intervista a Claudio Magris (2011) e Il filosofo e il giullare. Intervista a Umberto Galimberti (2012).
https://www.ibs.it/giovedi-romanzo-tra-cielo-terra-libro-sergio-sozi/e/97888688169
domenica 9 agosto 2020
Bruno Pompili, Il fratello lontano
Bruno Pompili
Il fratello lontano
Manni, Lecce, 2020
di Alfonso Lentini
Sovrapponendo a una scrittura fortemente contemporanea le atmosfere fiabesche e misteriose dei Vangeli (apocrifi o canonici che siano), Bruno Pompili mette in scena una sincopata e sbilenca “vita di Gesù” e ce la racconta laicamente (o, se si vuole, “infantilmente”), attraverso il punto di vista di uno dei fratelli del Cristo, un sosia inconsapevole, che guarda gli eventi da lontano, sbirciando quasi a caso fra i vari episodi che l’iconografia e la fantasia popolare ci hanno tramandato, mostrando di averne vaga o nulla comprensione (o forse, al contrario, segreta consapevolezza):
«Sì, ora sono proprio insicuro quasi su tutto. Vedo figure e temo che si dissolvano; osservo tracce esigue e invece sono corpi».
Fedele e infedele alle narrazioni evangeliche tradizionali, il libro è disseminato di contrasti irrisolti. Gli episodi, a volte semplici accenni, non giungono quasi mai a compimento e si perdono in un viluppo di enigmi mai del tutto chiariti.
«Mi guardò molto, senza parlare, un poco scuotendo il capo. E poi mi disse di non restare a lungo, e poi mi disse di restare fino all’indomani, di incontrare mio fratello, e poi mi disse di andarmene al più presto.
Non avevo nulla da proporre, e obbedii. Non so a quale suo desiderio, poiché mi chiedeva cose in contrasto».
Tuttavia il punto di forza del libro è proprio in questo narrare nebuloso: lucido e onirico, compatto e sfilacciato, realistico e surreale, ha la capacità di inchiodare alla pagina meglio di un semplice thriller. Persino il finale, al quale si giunge col fiato sospeso, non sembra chiarire i fatti, anzi aggiunge mistero al mistero. Questo non-epilogo potrebbe sembrare deludente al lettore avvezzo alle semplificazioni della letteratura di consumo; ma a chi ama la scrittura irrisolta, complessa, interrogativa, non potrà che apparire come un arricchimento. Perché quello che importa non è dipanare la matassa, ma rendere conto di come la matassa si intrica.
Tanto più che il libro, al di là dell’argomento delicato e “difficile” che affronta (e pur rimanendo dentro a un racconto lineare), deraglia dalla tematica principale in cui può sembrare compresso e si apre a ventaglio verso le più diverse diramazioni di contenuto; così, ad esempio, può essere letto come una modernissima scorribanda sul tema del doppio, in quanto i due protagonisti, Gesù (Joshua) e il suo “lontano” fratello, non sono che un’interfaccia, diversi eppure talmente simili da diventare quasi intercambiabili proprio quando il racconto si muove nelle vicinanze dalla croce alla quale uno dei due dovrà essere appeso.
Attraverso questo gioco di specchi fra i due personaggi (a cui si aggiunge, in coda, la figura di un terzo fratello, Belshatzzar, il più enigmatico e inquietante di tutti) si mette in scena una forma di inchiesta, dai risvolti forse più psicanalitici che teologici, su cosa sia l’identità o la non-identità, e di conseguenza sulle costellazioni che tengono insieme le realtà interiori di ciascuno e le rapportano al mondo esterno.
«Potevo essere preso per il gemello opaco di Joshua, ero l’invisibile. Mi é sembrato in alcune circostanze di essere stato l’inesistente: senza dar peso negativo, tanto mi sentivo egualmente me stesso, e mi bastava».
Importa raccontare la matassa percorrendone gli intrichi, dicevamo: ma ancora di più importa la materia di cui è composta la matassa stessa, che in una narrazione non può essere altro se non la lingua: che qui germoglia tagliente, aforistica, esatta al punto che le parole sembrano colare sulla pagina rotonde e calde come gocce di piombo fuso.
«Non sappiamo quando arriveremo a Yerushalayim, che teniamo sempre lontana con diversioni di sentieri e sempre la pensiamo senza sapere il futuro e col peso di una previsione di dolore, che non ha solo l’immagine di mio fratello sofferente ma quella di nostra madre e la sorpresa di molti sulla perversa logica dei poteri umani. Io penso anche al silenzio divino.
Xantra dice che nessuno può essere nelle intenzioni del padre, poiché non a tutti i figli viene rivelata la stessa cosa.
E anche a noi è lasciato il compito di dover cercare per conto nostro, con errori ed egoismi, con una stanchezza vaneggiante che spesso decide per tutto il resto».
Bruno
Pompili - Nato nel
1938 in Romagna, vive a Bari. Ha insegnato Letteratura Francese all'Università
di Bari dedicandosi alla ricerca soprattutto nell'ambito delle Avanguardie e
della letteratura del Novecento.
Ha pubblicato libri di saggistica, e a partire dagli anni Novanta alcuni volumi di narrativa e teatro.



