Oltre al sonno e alla concentrazione ci sono anche altre cose che non sono state dette a nessuno.
Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.

(Peter Høeg)

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domenica 7 luglio 2013

"Meglio così" un cortometraggio di Francesco Randazzo





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sabato 29 giugno 2013

"Meglio così" il trailer




Trailer del cortometraggio 

"Meglio così" 

di Francesco Randazzo

con

Rossana Veracierta

Gian Luca Bianchini

giovedì 3 maggio 2012

Anima mia lontana




Non ti stupisca, o anima,
la mia presenza qui, l’ostinata
mia permanenza in questo mondo.
Non ti stupisca, poi, la mia
sopravvivenza nell’oltre ignoto,
nel nulla grande, nell’assenza,
nel non so e non credo ,
dove pure, ad ogni modo,
inevitabilmente anche io
giungerò. Non stupirti,
o anima, che sai e non ti credo,
ma pure sai che un giorno capirò.
Adesso no, non posso, e questa
è la mia via, perché m’obbliga
ad essere giusto per giustizia,
pulito per pulizia sincera,
gratuito nell’obbligo morale,
privo di alibi, libero e fiero
nella faticosa e lieve azione
del vivere. E mi regala ai giorni
l’ironia lieve del cuore ansioso.

Non stupirti, dunque,
anima mia lontana,
aspettami.

©francescorandazzo


martedì 2 agosto 2011

domenica 12 settembre 2010

Anitya Hotel




I luoghi d’accoglienza emanano sempre un forte senso di non appartenenza, di gradevole insignificanza estetica, comodità fisica precaria; si è soli, in un luogo che si è pronti a lasciare senza rimpianti, ma dove pure è piacevole stare. Senza quell’attaccamento spasmodico che invece ci consuma a casa nostra. E che ci fa soffrire. Anche gioire, ma sempre con un filo sottile di paura celata.
Dovremmo vivere come in un Hotel, con cura e semplicità dell’esserci, pronti al distacco. Pienamente presenti. Tentare almeno.


venerdì 1 maggio 2009

Credo


Ciò in cui credo
di James G. Ballard
(1930-2009)

Credo nel potere che ha l'immaginazione di plasmare il mondo, di liberare la verità dentro di noi, di cacciare la notte, di trascendere la morte, di incantare le autostrade, di propiziarci gli uccelli, di assicurarsi la fiducia dei folli.

Credo nelle mie ossessioni, nella bellezza degli scontri d'auto, nella pace delle foreste sommerse, negli orgasmi delle spiagge deserte, nell'eleganza dei cimiteri di automobili, nel mistero dei parcheggi multipiano, nella poesia degli hotel abbandonati.

Credo nelle rampe in disuso di Wake Island, che puntano verso il Pacifico della nostra immaginazione.

Credo nel fascino misterioso di Margaret Thatcher, nella curva del le sue narici e nella lucentezza del suo labbro inferiore: nella malinconia dei coscritti argentini feriti; nei sorrisi tormentati del personale delle stazioni di rifornimento; nel mio sogno che Margaret Thatcher sia accarezzata da un giovane soldato argentino in un motel dimenticato, sorvegliato da un benzinaio tubercolotico.

Credo nella bellezza di tutte le donne, nella perfidia della loro immaginazione che mi sfiora il cuore; nell'unione dei loro corpi disillusi con le illusorie sbarre cromate dei banconi dei supermarket; nella loro calda tolleranza per le mie perversioni.

Credo nella morte del domani, nell’esaurirsi del tempo, nella nostra ricerca di un tempo nuovo, nei sorrisi di cameriere di autostrada e negli occhi stanchi dei controllori di volo in aeroporti fuori stagione.

Credo negli organi genitali degli uomini e delle donne importanti, nelle posture di Ronald Reagan, di Margaret Thatcher e della principessa Diana, negli odori dolciastri emessi dalle loro labbra mentre fissano le telecamere di tutto il mondo.

Credo nella pazzia, nella verità dell’inesplicabile, nel buon senso delle pietre, nella follia dei fiori, nel morbo conservato per la razza umana dagli astronauti di Apollo.

Credo nel nulla.

Credo in Max Ernst, Delvaux, Dalì, Tiziano, Goya, Leonardo, Vermeer, De Chirico, Magritte, Redon, DÅrer, Tanguy, Facteur Cheval, torri di Watts, Bîcklin, Francis Bacon, e in tutti gli artisti invisibili rinchiusi nei manicomi del pianeta.

Credo nell'impossibilità dell'esistenza, nell'umorismo delle montagne, nell'assurdità dell’elettromagnetismo, nella farsa della geometria, nella crudeltà dell'aritmetica, negli intenti omicidi della logica.

Credo nelle donne adolescenti, nel potere di corruzione della postura delle loro gambe, nella purezza dei loro corpi scompigliati, nelle tracce delle loro pudenda lasciate nei bagni di motel malandati.

Credo nei voli, nell'eleganza del l'ala e nella bellezza di ogni cosa che abbia mai volato, nella pietra lanciata da un bambino che porta via con se la saggezza di statisti e ostetriche.

Credo nella gentilezza del bisturi, nella geometria senza limiti dello schermo cinematografico, nell'universo nascosto nei supermarket, nella solitudine del sole, nella loquacità dei pianeti, nella nostra ripetitività, nell'inesistenza dell'universo e nella noia dell'atomo.

Credo nella luce emessa dai videoregistratori nelle vetrine dei grandi magazzini, nell'intuito messianico delle griglie del radiatore delle automobili esposte, nell'eleganza delle macchie d'olio sulle gondole dei 747 parcheggiati sulle piste catramate dell'aeroporto.

Credo nella non-esistenza del passato, nella morte del futuro, e nelle infinite possibilità del presente.

Credo nello sconvolgimento dei sensi: in Rimbaud, William Burroughs, Huysmans, Genet, Celine, Swift, Defoe, Carroll, Coleridge, Kafka.

Credo nei progettisti delle piramidi, dell'Empire State Building, del FÅrer-bunker di Berlino, delle rampe di lancio di Wake Island.

Credo negli odori corporali della principessa Diana.
Credo nei prossimi cinque minuti.

Credo nella storia dei miei piedi.

Credo nell'emicrania, nella noia dei pomeriggi, nella paura dei calendari,
nella perfidia degli orologi .

Credo nell'ansia, nella psicosi, nella disperazione.
Credo nelle perversioni, nelle infatuazioni per alberi, principesse, primi ministri, stazioni di rifornimento in disuso (più belle del Taj Mahal), nuvole e uccelli.
Credo nella morte delle emozioni e nel trionfo dell'immaginazione.

Credo in Tokyo, Benidorm, La Grande Motte, Wake Island, Eniwetok, Dealey Plaza.
Credo nell'alcoolismo, nelle malattie veneree, nella febbre e nell'esaurimento.

Credo nel dolore.

Credo nella disperazione.

Credo in tutti i bambini.

Credo nelle mappe, nei diagrammi, nei codici, negli scacchi, nei puzzle, negli orari aerei, nelle segnalazioni d'aeroporto.

Credo a tutti i pretesti.

Credo a tutte le ragioni.

Credo a tutte le allucinazioni.

Credo a tutta la rabbia.

Credo a tutte le mitologie, ricordi, bugie, fantasie, evasioni.

Credo nel mistero e nella malinconia di una mano, nella gentilezza degli alberi, nella saggezza della luce.


(Da J.G. Ballard, RE SEARCH ed. italiana, ShaKe edizioni underground)

Bibliografia italiana di J.G. Ballard

Videointervista a J.G. Ballard


Leggi la traduzione dell'intervista, qui.

I libri di Ballard su Ibs.

martedì 17 febbraio 2009

«Didone errante» il film al Burcardo

La Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo (SIAE)
è lieta di invitarla alla presentazione

DIDONE ERRANTE
mediometraggio di videoteatro
realizzato dall'Associazione Culturale degli Ostinati
con il contributo di IMAIE e Siracusa Film Commission

http://didoneerrante.blogspot.com/

interverranno:
Giorgio Taffon (Università Roma Tre)
Francesco Randazzo - Giorgina Cantalini
- Walter Da Pozzo - Giuliano Capozzi - Calogero Giallanza


Proiezione del film

24 febbraio 2009 ORE 17.00

SALA CONVEGNI ▪ Biblioteca e Museo Teatrale del Burcardo (SIAE)
Via del Sudario, 44 - Roma


Una donna scarmigliata appare su una scogliera. Viene da un tempo molto lontano, a raccontarci e rivivere la sua storia. È Didone, la regina di Cartagine, sedotta e abbandonata da Enea. Come per un impeto di passione e dolore ancora vivi, riemerge nel nostro mondo, vaga nella nostra contemporaneità, coinvolge persone sconosciute nella sua vicenda, le riporta a lei e loro per un atto di magica coercizione del mito, divengono personaggi vivi ed attuali dentro al suo racconto. La parola poetica si filtra in immagini dell’oggi, sfrondando il mito classico dalle paludose nebbie scolastiche, restituendoci la forza dell’ineluttabilità e la potenza “barbara” del personaggio: la sua passione, il tradimento e l’ abbandono, fino alla sua totale annichilazione nell’amore.

A strange woman appears on a cliff. She comes from a very distant time, to relive and tell her story. She is Dido, the Queen of Carthage, seduced and abandoned by Aeneas. As an impetus of passion and pain still alive, emerges in our world, walks trough our contemporary time, involving persons unknown in her story, and they by an act of coercion magic of myth, become characters living inside her story. The poetic word filters in pictures of today, with the "barbaric" strength and power of the character: her passion, betrayal and abandonment, until her total destruction by love.

Tratto dallo spettacolo teatrale “Didone errante” questo film di mediometraggio (40’ ca) è una vera e propria trasposizione filmica dello stesso in location reali, l’immissione del personaggio mitico di Didone e della sua storia in un contesto contemporaneo che la protagonista attraversa, riaffiorando dalle profondità della Storia. Lo specifico della ricerca sia drammaturgica che visuale è la commistione di elementi e linguaggi artistici, espressivi e tecnici, che si fondano in un prodotto filmico transgenere.

Il mito classico si fonde con la realtà del mondo contemporaneo, la cultura antica con l’ immediatezza del nostro mondo, in uno stream di narrazione visiva ed emotiva.


Didone errante
Film di mediometraggio
Sceneggiatura e Regia: Francesco Randazzo
Fotografia: Giuliano Capozzi
Musiche originali: Calogero Giallanza
Costumi: Dora Argento
Attori principali: Giorgina Cantalini, Walter Da Pozzo, Monica Mariotti
Durata: 40 min ca
Formato Hdv - Colore
Lingua Italiano (English Subtitles)
Genere: film di videoteatro
Location principali: Roma, Siracusa
Produzione: Associazione Culturale degli Ostinati


giovedì 11 dicembre 2008

liaison


atelier metateatro via natale del grande 21 roma
domenica 21 dicembre alle ore 21

"LIAISON"

poesia, video, teatro, composizione sonora
tessera del teatro
invito