Oltre al sonno e alla concentrazione ci sono anche altre cose che non sono state dette a nessuno.
Giornate intere che scompaiono, e brevi attimi che diventano un’eternità.

(Peter Høeg)

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venerdì 30 novembre 2012

Il cane di Pavlov



Ha la cuccia nel desiderio nostro
sta acquattato silenziosamente
nel nostro tubo molto diligente
gli piacciono assai le suonerie
e chatta spesso dentro a feisbuc

Sbava talmente tanto che gli manca
il tempo di pensare a cosa mangia
e se non mangia aspetta lo drindrin
per sbavare aspettare sbavare
senza abbaiare né protestare
Basta un pezzetto di qualcosa
anche fango anche merda
che suoni prima a reclame
per stare allegro come un imbecille

Il cane di Pavlov è morto ma
a ben guardare dentro ognun ce l'ha

Questa è una filastrocca sciocca
Questa è una strocciocca scifila
Chi la snocciola il senso infila

Dottore Dottore ho male al kuore
eppure non mi muore non mi muore

Ha letto Thomas Mann e quel del cane
Non si torturi l'uomo è un gran bastardo

Squillano i campanelli imperiosi
e il dottor Pavlov rulla su un bel samba
il cane mio si zompa e mi divora

Ah quant'è brutta di notte la contr'ora

M'ubriaco come corpo morto amaca



©francescorandazzo_2012


 

giovedì 22 novembre 2012

Quel che non è sogno




Quel che non è sogno

Lascia che in quest'ora io ti parli
di dolore, con allegre
parole. Già si sa
che lo scorpione, la sanguisuga, il pidocchio,
a volte curano. Ma tu ascolta, lasciami
dirti che, nonostante
tanta deplorabile vita, sì,
nonostante e ancora adesso
che siamo nella sconfitta, mai domati,
il dolore è la nube,
l'allegria lo spazio;
il dolore è l'ospite,
l'allegria la casa.
Che il dolore è il miele,
simbolo della morte, e l'allegria
è agre, secca, nuova,
l'unica cosa che possiede
vero senso.
Lascia che, con vecchia
saggezza, dica:
nonostante, nonostante
tutti i nonostante
e pur se sia molto dolorosa
e pur se sia a volte impura,
sempre, sempre
la più profonda verità è l'allegria.
Quella di un fiume torbido
fa pulite le acque,
quella che fa io ti dica ora
queste parole così indegne,
quella che ci arriva come
arriva la notte e arriva il mattino,
come arriva sulla battigia
l'onda
irrimediabilmente.


Traduzione di Francesco Randazzo



 Il testo originale in spagnolo nel blog di Pedro Pablo Novillo Cicuéndez, QUEPENSAR, il quale ringrazio per avermi fatto conoscere questo poeta spagnolo contemporaneo imprescindible.

Il sito di Claudio Rodrigues, qui.